Il ghiaccio è indispensabile per la conservazione del pescato. Le unità che fanno bordate di un giorno lo imbarcano in porto, spesso in scaglie o in granuli da un fabbricatore della banchina; quelle che restano in mare più giorni hanno un fabbricatore di ghiaccio a bordo, alimentato da acqua di mare o dolce. Alcune unità utilizzano ghiaccio liquido o acqua di mare refrigerata in vasche.
I rischi sono di diverso tipo. L'imbarco di grandi quantità di ghiaccio avviene con tubi o nastri da banchina verso la stiva: le persone in stiva lavorano sotto il getto di ghiaccio, al freddo e con il pavimento sempre più scivoloso. Il ghiaccio rovesciato o sciolto in coperta crea superfici pericolose. La distribuzione del ghiaccio sulle cassette con pale e badili comporta movimentazione ripetuta e posture flesse.
Il fabbricatore di bordo, inoltre, è una macchina con parti in movimento, come il raschiatore che stacca il ghiaccio dal cilindro, e con un circuito frigorifero. Gli interventi di sblocco o pulizia vanno eseguiti con la macchina fermata e isolata, non infilando le mani nell'apertura di uscita mentre è in funzione. Il ghiaccio in scaglie, se lasciato compattare, forma blocchi che vengono rotti con attrezzi a mano, generando schegge e rischio per gli occhi. Guanti isolanti impermeabili, abbigliamento termico e occhiali, insieme a una procedura per l'imbarco del ghiaccio concordata con la banchina, sono le misure di base. Il fabbricatore deve inoltre avere i ripari integri e un arresto d'emergenza vicino all'uscita del ghiaccio.