Sulle unità di maggiori dimensioni e su quelle che congelano il pescato a bordo si trovano celle frigorifere e stive refrigerate a temperature anche molto inferiori allo zero. Il rischio più grave, raro ma documentato anche negli stabilimenti alimentari a terra, è che una persona resti chiusa all'interno senza possibilità di uscire o di essere sentita.
Le misure tecniche sono definite dalla buona tecnica degli impianti frigoriferi: porte apribili dall'interno in ogni condizione, anche con serratura esterna chiusa, con maniglia o maniglione a spinta visibile e illuminato; pulsante di allarme interno collegato a un segnale acustico e luminoso in timoneria o in una zona presidiata; illuminazione interna che rimanga accesa o di emergenza; porte che non si blocchino per formazione di ghiaccio sulle guarnizioni. Il RSPP verifica il funzionamento di questi dispositivi chiudendo la porta con una persona all'interno e provando l'apertura e l'allarme.
Sul piano organizzativo vale la regola che chi entra in cella lo comunica a un collega e che in caso di permanenza prolungata si fa un controllo a tempo. In stiva o in cella si lavora su pavimenti con brina, si movimentano casse congelate pesanti e con spigoli duri e si maneggiano superfici metalliche fredde che possono provocare lesioni da contatto alla pelle. I tempi di permanenza al freddo, con relative pause in ambiente temperato, vanno definiti insieme al medico competente. Le prove vanno ripetute periodicamente e annotate, perché guarnizioni e maniglie si deteriorano con il gelo.