Tornare sul punto della caduta non è banale con una nave che ha abbrivio, attrezzo in acqua e vento. Le tecniche di manovra codificate servono a ridurre il tempo e a riportare l'unità sulla scia percorsa.
La manovra di Anderson, o giro singolo, prevede di mettere il timone tutto alla banda verso il lato della caduta, per allontanare la poppa e l'elica dalla persona, e di compiere un giro completo: dopo circa 250 gradi di accostata si riporta il timone al centro e si riduce la velocità per avvicinarsi. È la più rapida quando la persona è ancora visibile, ma richiede un'unità molto manovriera.
La manovra di Williamson si usa quando la caduta non è stata vista subito, di notte o con visibilità ridotta: si accosta tutto alla banda verso il lato della caduta, dopo una deviazione di circa 60 gradi dalla rotta iniziale si mette il timone tutto alla banda opposta, e quando la prua si trova a circa 20 gradi dalla rotta reciproca si riporta il timone al centro. L'unità si ritrova sulla propria scia, in direzione opposta. È più lenta ma molto precisa.
La manovra di Scharnow riporta la nave sulla scia percorsa in uno spazio minore, ma non è indicata per un intervento immediato. Per un peschereccio con rete a strascico in acqua le manovre teoriche sono spesso impraticabili: per questo la procedura di bordo deve specificare cosa fare dell'attrezzo e chi governa la nave, e va provata con il comandante sul proprio scafo, misurando i tempi reali in diverse condizioni di carico e di vento.