B-SP2 Pesca · Blocco 3/3 (8–12 h) · Slide 26/50

Stabilità: specchi liberi, ombrinali e carichi in coperta

Molti naufragi di unità da pesca avvengono per perdita di stabilità e capovolgimento, spesso in pochi secondi, senza il tempo di lanciare un allarme. L'acqua imbarcata è uno dei fattori decisivi: un volume d'acqua libero di muoversi sul ponte o in una stiva genera il cosiddetto effetto degli specchi liberi, perché si sposta verso il lato dello sbandamento e lo amplifica, riducendo l'altezza metacentrica e quindi la capacità della nave di raddrizzarsi.

Gli ombrinali e i portelli di scarico lungo le murate servono proprio a far defluire rapidamente l'acqua imbarcata. Su molti pescherecci vengono chiusi o ostruiti con tavole, reti o cassette per non perdere il pescato o gli attrezzi: è una pratica pericolosa, che trasforma il ponte in una vasca. Analogamente, cassette di pescato accatastate in coperta, reti bagnate sistemate in alto, ghiaccio e attrezzature aggiunte nel tempo alzano il baricentro e peggiorano la stabilità rispetto ai calcoli originari.

Un rischio specifico della pesca a strascico è l'attrezzo incagliato sul fondo, che con il verricello in tiro può far sbandare la nave fino al capovolgimento; anche il sollevamento di un sacco molto pesante con il bigo fuori bordo produce lo stesso effetto. Il comandante deve conoscere i limiti dell'unità, e il RSPP può contribuire inserendo nel DVR regole chiare: ombrinali sempre liberi, divieto di modifiche strutturali senza verifica tecnica, procedure per l'attrezzo incagliato con sgancio di emergenza del cavo.