B-SP2 Pesca · Blocco 3/3 (8–12 h) · Slide 27/50

Abbandonare la nave: una decisione da prendere al momento giusto

L'abbandono della nave è l'ultima risorsa, e la storia dei naufragi insegna che si sbaglia in entrambe le direzioni. Alcuni equipaggi hanno lasciato troppo presto un'unità che sarebbe rimasta a galla, finendo in una zattera in condizioni peggiori; molti altri hanno aspettato troppo, cercando di salvare la nave fino a quando il capovolgimento improvviso non ha lasciato il tempo di prendere zattera, tute e radiofaro. La regola marinara dice di salire sulla zattera solo quando la nave sta per andarsene sotto i piedi, ma prepararsi molto prima.

Prepararsi significa, appena l'emergenza appare seria: lanciare il MAYDAY con la posizione, far indossare a tutti giubbotto e, se possibile, tuta di immersione e indumenti caldi, portare vicino al punto di imbarco l'EPIRB, il VHF portatile, il SART, i segnali pirotecnici, acqua potabile supplementare e i farmaci personali indispensabili, verificare che la zattera sia libera e pronta a essere messa a mare.

L'ordine di abbandono spetta al comandante ed è dato con un segnale convenuto e noto a tutti, indicato nel ruolo d'appello. A quel punto si procede con calma relativa, senza gettarsi in acqua se non indispensabile, cercando di salire nella zattera direttamente dal bordo per restare asciutti. Il RSPP, nella formazione, utilizza questi scenari per far discutere l'equipaggio sui segnali premonitori e sul momento in cui chiedere aiuto, sottolineando che allertare presto non costa nulla, mentre allertare tardi può costare la vita.