Agricoltura e pesca – Schede pratiche · 11/30

Caseificio aziendale in un agriturismo con ristorazione

Un agriturismo di collina con allevamento ovino trasforma il latte nel proprio piccolo caseificio e gestisce un ristorante con trenta coperti. Lavorano quattro dipendenti più due familiari, che si alternano tra stalla, sala di lavorazione e cucina. Un pomeriggio una dipendente scivola sul pavimento bagnato del caseificio mentre porta un secchio di siero caldo e riporta un'ustione alla gamba.

La pluralità di attività in una piccola struttura è proprio la situazione in cui il documento di valutazione rischia di essere generico. L'art. 28 chiede di valutare ogni mansione, comprese quelle svolte a rotazione, e l'Allegato IV del D.Lgs. 81/08 fissa requisiti per pavimenti, scarichi e superfici dei luoghi di lavoro. Le caldaie per il latte e i detergenti alcalini e acidi per la sanificazione introducono rischi termici e chimici, mentre la cucina aggiunge tagli e fiamme libere. Le norme igieniche alimentari convivono con quelle di sicurezza, ma non le sostituiscono.

L'RSPP individua un percorso separato per il trasporto dei liquidi caldi, propone contenitori con coperchio e carrello, chiede la posa di un pavimento antiscivolo con pendenze verso le griglie e verifica che le calzature fornite siano adatte agli ambienti umidi. Il datore di lavoro aggiorna la formazione specifica per ciascun ambiente e coinvolge i familiari, tutelati dall'art. 21. Chi coordina la giornata, come preposto, organizza le turnazioni per evitare che la stessa persona passi senza pausa dalla stalla alla cucina.

In una realtà così piccola, quali rischi tendono a sfuggire proprio perché le persone cambiano mansione continuamente?