Un'azienda di bovine da latte con centoventi capi munge due volte al giorno in una sala a spina di pesce con dodici poste. Due mungitori lavorano per circa tre ore a turno, con braccia sollevate per attaccare i gruppi e con movimenti ripetuti delle mani nella preparazione dei capezzoli. Entrambi lamentano dolore alla spalla e formicolio alle dita.
La mungitura è un esempio classico di sovraccarico biomeccanico degli arti superiori. Il Titolo VI del D.Lgs. 81/08 riguarda la movimentazione manuale dei carichi e l'Allegato XXXIII richiama le norme tecniche della serie ISO 11228, la cui parte dedicata ai movimenti ripetuti consente di stimare il rischio con metodi riconosciuti. L'art. 15 privilegia gli interventi alla fonte, cioè sulla progettazione della postazione, rispetto ai soli suggerimenti comportamentali. La sorveglianza sanitaria dell'art. 41 diventa necessaria quando la valutazione evidenzia un rischio significativo.
L'RSPP misura altezze della fossa e distanze dai capezzoli, propone un pavimento della fossa regolabile o pedane per adattare la quota alla statura di ciascun mungitore, e suggerisce bracci di sostegno per i gruppi e stacco automatico. Il datore di lavoro programma pause e rotazione con altre attività, e il medico competente segue i lavoratori sintomatici. Il capostalla raccoglie le segnalazioni in modo da intervenire prima che il disturbo diventi cronico.
Se l'investimento nella sala fosse troppo oneroso, quali correttivi organizzativi potreste proporre subito?