Costruzioni e cave – Schede pratiche · 2/50

POS dell'esecutrice e verifica di congruenza dell'affidataria

In un cantiere per l'ampliamento di un magazzino logistico, l'impresa affidataria delle opere strutturali subappalta la carpenteria metallica a una ditta specializzata di dodici addetti. Il POS ricevuto è un fascicolo di oltre cento pagine, identico a quello usato l'anno precedente per un capannone agricolo: cambiano solo intestazione e data, mentre non compaiono le fasi di montaggio delle travi reticolari né i mezzi di sollevamento realmente previsti.

L'articolo 97 assegna al datore di lavoro dell'impresa affidataria il compito di verificare la congruenza dei POS delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima di trasmetterli al coordinatore per l'esecuzione. I contenuti minimi del POS sono fissati dall'allegato XV punto 3.2: organigramma del cantiere, attività e lavorazioni svolte, attrezzature, sostanze impiegate, misure preventive integrative al PSC, formazione dei lavoratori. Un documento generico non risponde a nessuno di questi punti e trasforma il controllo in una semplice presa d'atto.

L'ASPP dell'affidataria predispone una check list basata sull'allegato XV e la usa per restituire il POS con richieste puntuali: sequenza di montaggio, piano di sollevamento, zone interdette, nominativi del preposto e degli addetti all'emergenza. Il datore di lavoro dell'affidataria non autorizza l'ingresso della ditta finché il documento non viene rivisto, e il CSE riceve solo la versione aggiornata.

Fino a che punto l'affidataria deve entrare nel merito tecnico delle scelte di un subappaltatore specializzato?