Un'impresa di restauro con venti dipendenti deve rifare gli intonaci di un condominio di sei piani in centro storico. Il ponteggio metallico a telai prefabbricati viene noleggiato e montato da una squadra interna. Al primo sopralluogo il CSE trova la struttura già alta tre piani, ma in baracca manca il piano di montaggio, uso e smontaggio e due operai lavorano senza essere agganciati.
L'articolo 136 del D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di far redigere il PiMUS da persona competente, in funzione della complessità del ponteggio, con i contenuti dell'allegato XXII. Lo stesso articolo stabilisce che montaggio, smontaggio e trasformazione avvengano sotto la diretta sorveglianza di un preposto, con lavoratori formati secondo l'allegato XXI. Oltre i venti metri di altezza, o se lo schema differisce da quello dell'autorizzazione ministeriale, serve anche il progetto firmato da ingegnere o architetto abilitato, come previsto dall'articolo 133.
Il CSE sospende la singola lavorazione in base all'articolo 92, comma 1, lettera f, per pericolo grave e immediato. L'RSPP dell'impresa recupera libretto e autorizzazione del fornitore, verifica gli attestati dei montatori e redige con il preposto un PiMUS reale, con sequenze, ancoraggi e sistemi anticaduta. Il datore di lavoro programma il controllo del ponteggio dopo eventi meteo intensi e prima della ripresa dei lavori.
Quale messaggio dovrebbe arrivare alla squadra di montaggio, oltre alla semplice consegna del documento?