Una piccola impresa di restauro di edifici storici lavora alla ricostruzione di un muro di cinta in pietra di un'antica villa. I blocchi pesano tra venti e quaranta chili e vengono sollevati a mano da terra fino a un metro e mezzo di altezza. Due operai lamentano dolori lombari e uno ha già avuto un'assenza per lombalgia acuta.
Il Titolo VI del D.Lgs. 81/08, con gli articoli da 167 a 171 e l'allegato XXXIII, disciplina la movimentazione manuale dei carichi. Il datore di lavoro deve adottare misure organizzative e mezzi appropriati per evitare la necessità di movimentazione manuale e, quando non è possibile, valutare il rischio con metodi riconosciuti, come quelli richiamati dalle norme tecniche della serie ISO 11228. Anche in un cantiere di restauro con vincoli architettonici, le attrezzature meccaniche possono essere adattate al contesto.
L'ASPP dell'impresa esegue la valutazione con il preposto, considerando peso, frequenza, altezza di presa e torsione del busto. Il datore di lavoro noleggia un piccolo sollevatore a braccio cingolato e carrelli per il trasporto delle pietre, compatibili con i vialetti della villa. Si riorganizza la sequenza delle lavorazioni per ridurre le prese da terra e si introduce l'alternanza tra posa e preparazione della malta. Il medico competente valuta i lavoratori sintomatici e propone eventuali limitazioni temporanee.
Che cosa rende difficile introdurre ausili meccanici in un mestiere considerato tradizionale e manuale?