Una ditta artigiana di costruzioni con sette dipendenti non ha mai eletto il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Il titolare, che svolge anche il ruolo di RSPP, ritiene che con pochi operai non serva nessuno. In occasione di un cantiere pubblico, la stazione appaltante chiede informazioni su come vengano consultati i lavoratori.
L'articolo 47 prevede che in tutte le aziende o unità produttive sia eletto o designato un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Se ciò non avviene, l'articolo 48 attribuisce le funzioni al rappresentante territoriale, l'RLST, che opera in ambito di territorio o di comparto. L'articolo 51 disciplina gli organismi paritetici, che in edilizia svolgono anche funzioni di supporto alle imprese, formazione e assistenza; l'articolo 37, comma 12, prevede che la formazione si svolga in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio.
Il consulente della ditta spiega al titolare che i lavoratori possono ancora eleggere un proprio rappresentante interno, e che altrimenti la ditta deve fare riferimento all'RLST. Il datore di lavoro contatta l'ente paritetico territoriale dell'edilizia, chiede una visita di assistenza e programma con esso la formazione dei lavoratori. Si organizza una riunione con tutti i dipendenti per presentare l'RLST e raccogliere le loro segnalazioni.
Che valore aggiunto può portare un rappresentante esterno in una realtà artigiana dove tutti si conoscono?