Una residenza protetta con settantacinque ospiti, molti dei quali allettati, non ha mai svolto un'esercitazione antincendio nelle ore notturne, quando in servizio ci sono solo quattro operatori. Il piano di emergenza prevede l'esodo orizzontale verso il compartimento adiacente, ma nessuno ha mai verificato quanto tempo serva davvero per spostare gli ospiti.
Gli artt. 43 e 46 del D.Lgs. 81/08 e il DM 2 settembre 2021 sulla gestione della sicurezza antincendio richiedono di predisporre un piano di emergenza e di effettuare esercitazioni periodiche, coinvolgendo i lavoratori e verificando l'efficacia delle procedure. Nelle strutture con persone non autosufficienti il piano deve considerare gli scenari più sfavorevoli, che spesso coincidono con la notte. L'esercitazione serve proprio a mettere alla prova le ipotesi del piano.
L'RSPP organizza con la direzione un'esercitazione notturna programmata, avvisando familiari e autorità competenti, con manichini o volontari al posto degli ospiti più fragili. Cronometra i tempi di spostamento con letti e teli di evacuazione, osserva le difficoltà con le porte e gli ascensori bloccati, raccoglie i commenti degli operatori. Dai risultati emerge la necessità di teli di evacuazione su ogni piano e di un operatore di supporto reperibile. Il datore di lavoro aggiorna il piano e programma esercitazioni regolari. I coordinatori di notte ricevono un addestramento specifico.
Quali dati raccogliereste durante l'esercitazione per dimostrare se il personale notturno è sufficiente?