Una residenza sanitaria con cento posti letto attiva un servizio di radiologia domiciliare fornito da una società esterna, che esegue radiografie a letto agli ospiti non trasportabili. Durante l'esame gli operatori della struttura restano spesso nella stanza per tenere fermo l'ospite, senza camice piombato, e nessuno sa a quale distanza ci si debba tenere.
La protezione dalle radiazioni ionizzanti è regolata dal D.Lgs. 101/2020, che prevede tra l'altro la sorveglianza fisica affidata a un esperto di radioprotezione e la classificazione dei lavoratori esposti. Il fornitore del servizio è responsabile della radioprotezione dei propri tecnici e delle modalità di esecuzione, ma la RSA, che ospita l'attività nei propri locali, deve coordinarsi ai sensi dell'art. 26 del D.Lgs. 81/08 perché i suoi lavoratori possono essere esposti. Le persone non necessarie all'esame devono allontanarsi dall'area.
L'RSPP chiede alla società fornitrice le procedure di sicurezza e il parere del suo esperto di radioprotezione, organizza un incontro di coordinamento e prepara un'istruzione chiara: durante l'esposizione nella stanza resta solo il tecnico, salvo i casi in cui sia indispensabile assistere l'ospite con dispositivi di protezione forniti dal servizio. Gli altri ospiti vengono spostati se possibile. Il datore di lavoro informa gli operatori e il DUVRI viene aggiornato. L'infermiere di turno, come preposto, verifica che le regole siano rispettate.
Come comportarsi quando un ospite agitato non può restare fermo senza qualcuno accanto durante la radiografia?