Un albergo di centoventi camere con sessanta dipendenti stagionali si prepara a una verifica dei vigili del fuoco. L'ASPP trova un registro dei controlli compilato solo dal manutentore esterno ogni sei mesi, mentre nessuno risulta aver verificato le porte tagliafuoco, l'illuminazione di emergenza o la praticabilità delle vie d'esodo nelle settimane di piena occupazione.
Il decreto del primo settembre 2021 distingue la sorveglianza, cioè il controllo visivo che può svolgere personale interno adeguatamente istruito, dal controllo periodico e dalla manutenzione affidati a tecnici qualificati. Entrambi vanno registrati. Gli alberghi sono attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, e il piano di emergenza previsto dall'articolo 43 e dal decreto del 2 settembre 2021 deve tenere conto della presenza di ospiti che non conoscono l'edificio.
L'ASPP prepara una lista di sorveglianza settimanale per piano, con le voci essenziali: estintori al loro posto e accessibili, porte tagliafuoco chiuse e non bloccate da cunei, uscite libere, segnaletica visibile, lampade di emergenza funzionanti. La affida al personale della manutenzione interna dopo una breve istruzione, raccoglie i fogli ogni lunedì e segnala al direttore le anomalie. Il capo ricevimento, come preposto, verifica che le vie d'esodo non vengano usate come deposito di carrelli e bagagli.
Perché una porta tagliafuoco tenuta aperta da un cuneo è un problema più serio di quanto sembri durante il normale servizio?