Un call center con duecento operatori su tre piani di un palazzo condiviso con altre aziende non svolge una prova di evacuazione da due anni. Molti operatori lavorano con cuffie e turni parziali, alcuni hanno disabilità motorie e uditive, e la scala d'emergenza è in comune con gli uffici del piano superiore.
Il decreto del 2 settembre 2021 sulla gestione della sicurezza antincendio in esercizio prevede almeno un'esercitazione annuale per mettere in pratica le procedure del piano di emergenza. L'articolo 43 chiede al datore di lavoro di organizzare i rapporti con i servizi pubblici di soccorso e di designare i lavoratori incaricati. In un edificio condiviso serve anche il coordinamento con gli altri occupanti, altrimenti le procedure si contraddicono proprio sulle scale.
L'ASPP incontra i responsabili della sicurezza delle altre aziende per allineare segnali d'allarme e punti di raccolta, verifica che il piano preveda l'assistenza alle persone con disabilità con incaricati nominativi, e pianifica la prova in un orario con presenza significativa. Durante l'esercitazione posiziona osservatori ai piani che annotano tempi, ostacoli e comportamenti. Il verbale finale, condiviso con il datore di lavoro, indica le correzioni, e i supervisori di sala, come preposti, ripassano le istruzioni con i propri gruppi.
Che cosa dovrebbe accadere, durante la prova, a un operatore impegnato in una telefonata con un cliente quando suona l'allarme?