In un deposito di manutenzione di treni regionali, con centotrenta tecnici su tre turni, un carrello di attrezzi scivola dalla passerella sopraelevata e cade a pochi passi da un collega al lavoro nella fossa. Nessuno si fa male e l'episodio viene raccontato in mensa come una battuta. L'ASPP lo viene a sapere tre giorni dopo, per caso, e scopre che casi simili sono capitati altre volte senza essere mai registrati.
Un quasi infortunio è un evento che avrebbe potuto causare un danno e che non lo ha fatto solo per una coincidenza favorevole. Raccoglierli e analizzarli permette di intervenire prima che la stessa sequenza produca un ferito. L'articolo 33 affida al servizio di prevenzione l'individuazione dei fattori di rischio, e l'articolo 30, per le aziende che adottano un modello organizzativo, richiede sistemi di controllo che includono la registrazione degli eventi. Se segnalare significa esporsi a un rimprovero, i lavoratori taceranno.
L'ASPP introduce un modulo di una sola pagina, disponibile anche con codice QR sul telefono, che si può compilare in forma anonima. Si impegna a dare risposta entro una settimana a ogni segnalazione e pubblica ogni mese in bacheca le azioni realizzate grazie ai suggerimenti. Per il carrello caduto propone parapetti con fermapiede lungo la passerella. I capiturno, come preposti, raccolgono le segnalazioni verbali e le trascrivono, mentre la direzione dichiara per iscritto che nessuno sarà sanzionato per aver segnalato.
Che cosa vi convincerebbe, da lavoratori, a segnalare un errore commesso da voi stessi che nessun altro ha visto?