Aggiornamento – Schede pratiche · 7/40

Rumore nel reparto stampaggio: dalla misura alle azioni concrete

Un'azienda di stampaggio di lamiera per il settore automobilistico, con settantacinque dipendenti, ha appena ricevuto la nuova relazione fonometrica. Nel reparto presse le esposizioni giornaliere superano gli 85 decibel A per gran parte degli operatori, e in due postazioni si avvicinano al valore limite. Il responsabile di stabilimento chiede all'ASPP se non basti distribuire tappi auricolari a tutti.

Il Titolo VIII, capo II, fissa i valori inferiori d'azione a 80 decibel A, i valori superiori d'azione a 85 e il valore limite a 87, quest'ultimo calcolato tenendo conto dell'attenuazione dei DPI. L'articolo 192 impone, oltre i valori superiori, un programma di misure tecniche e organizzative per ridurre l'esposizione, la delimitazione e segnalazione delle aree. L'articolo 196 prevede la sorveglianza sanitaria. Gli otoprotettori sono l'ultima difesa, non la prima: la gerarchia delle misure dell'articolo 15 mette la riduzione alla fonte davanti a tutto.

L'ASPP analizza con il RSPP le sorgenti principali e propone cappottature fonoassorbenti sulle presse più rumorose, lo smorzamento degli scivoli di scarico e la rotazione sulle postazioni peggiori. Nel frattempo sceglie otoprotettori con attenuazione adeguata, evitando quelli troppo isolanti che impediscono di sentire gli allarmi, e organizza l'addestramento al loro corretto inserimento. Il capoturno controlla l'uso costante nelle aree segnalate e il medico competente programma le audiometrie.

Perché un otoprotettore tolto anche solo per mezz'ora al giorno può ridurre drasticamente la protezione effettiva?