Un'azienda di stampaggio di lamiera per il settore automobilistico, con settantacinque dipendenti, ha appena ricevuto la nuova relazione fonometrica. Nel reparto presse le esposizioni giornaliere superano gli 85 decibel A per gran parte degli operatori, e in due postazioni si avvicinano al valore limite. Il responsabile di stabilimento chiede all'ASPP se non basti distribuire tappi auricolari a tutti.
Il Titolo VIII, capo II, fissa i valori inferiori d'azione a 80 decibel A, i valori superiori d'azione a 85 e il valore limite a 87, quest'ultimo calcolato tenendo conto dell'attenuazione dei DPI. L'articolo 192 impone, oltre i valori superiori, un programma di misure tecniche e organizzative per ridurre l'esposizione, la delimitazione e segnalazione delle aree. L'articolo 196 prevede la sorveglianza sanitaria. Gli otoprotettori sono l'ultima difesa, non la prima: la gerarchia delle misure dell'articolo 15 mette la riduzione alla fonte davanti a tutto.
L'ASPP analizza con il RSPP le sorgenti principali e propone cappottature fonoassorbenti sulle presse più rumorose, lo smorzamento degli scivoli di scarico e la rotazione sulle postazioni peggiori. Nel frattempo sceglie otoprotettori con attenuazione adeguata, evitando quelli troppo isolanti che impediscono di sentire gli allarmi, e organizza l'addestramento al loro corretto inserimento. Il capoturno controlla l'uso costante nelle aree segnalate e il medico competente programma le audiometrie.
Perché un otoprotettore tolto anche solo per mezz'ora al giorno può ridurre drasticamente la protezione effettiva?