Aggiornamento – Schede pratiche · 8/40

Vibrazioni mano-braccio in una cava di marmo

In una cava di marmo a cielo aperto con trenta addetti si usano martelli perforatori pneumatici, scalpelli e smerigliatrici per la rifinitura dei blocchi. Un operaio con vent'anni di anzianità riferisce al medico competente formicolii e dita che diventano bianche quando fa freddo. L'ASPP verifica la valutazione delle vibrazioni e scopre che si basa sui dati dei cataloghi, senza alcuna stima dei tempi effettivi d'uso.

Il Titolo VIII, capo III, fissa per il sistema mano-braccio un valore d'azione giornaliero di 2,5 metri al secondo quadrato e un valore limite di 5, riferiti a otto ore. L'articolo 202 consente di valutare l'esposizione anche con banche dati riconosciute, ma con dati realistici sulle condizioni d'uso e sui tempi. L'articolo 203 elenca le misure di riduzione, e l'articolo 204 prevede la sorveglianza sanitaria per chi supera i valori d'azione. Il freddo, tipico della cava in inverno, aggrava gli effetti vascolari.

L'ASPP rileva sul campo i tempi d'uso di ogni utensile per mansione, confronta i valori con quelli delle banche dati e ricalcola l'esposizione. Propone di sostituire gli utensili più vecchi con modelli antivibranti, di organizzare la rotazione degli operatori e di fornire guanti per il caldo delle mani. Programma la manutenzione regolare degli utensili, perché un'attrezzatura usurata vibra di più. Il capocava, come preposto, gestisce i turni di utilizzo, e il medico valuta l'idoneità del lavoratore sintomatico.

In che modo si potrebbe misurare in modo credibile il tempo reale di utilizzo di un utensile, senza affidarsi alle stime dei lavoratori?