Una lavanderia industriale che serve ospedali e alberghi, con novanta addetti, sposta ogni giorno centinaia di carrelli carichi di biancheria bagnata tra reparto lavaggio, essiccatoi e spedizione. Le ruote sono spesso rovinate, i pavimenti presentano dislivelli e soglie, e le lavoratrici lamentano dolori alle spalle. La valutazione del rischio ha esaminato solo il sollevamento, ignorando completamente le azioni di spinta e traino.
La movimentazione manuale dei carichi, secondo l'articolo 167, comprende anche spingere, tirare e spostare. La norma ISO 11228-2, richiamata dall'allegato XXXIII, fornisce metodi per valutare le forze iniziali e di mantenimento, confrontandole con valori di riferimento che dipendono dalla popolazione lavorativa e dalla distanza percorsa. Ruote usurate e pavimenti irregolari possono raddoppiare la forza necessaria allo spunto, e la biancheria bagnata pesa molto più di quella asciutta.
L'ASPP misura con un dinamometro le forze richieste sui percorsi principali, con carrelli in condizioni diverse, e documenta i risultati. Propone un programma di manutenzione delle ruote, la sostituzione con ruote di diametro maggiore, l'eliminazione delle soglie e, per i tratti più lunghi, un trattore elettrico per trainare più carrelli. Definisce anche un limite di carico per ogni tipo di carrello. Le capoturno controllano lo stato dei carrelli a inizio turno e mettono fuori servizio quelli danneggiati.
Chi dovrebbe avere il compito di segnalare un carrello con una ruota bloccata, e come si evita che resti in circolazione per settimane?