Uno studio di architettura con ventidue collaboratori lavora molte ore al giorno su software di disegno, con due monitor per postazione, tavoli recuperati da un vecchio ufficio e sedie diverse una dall'altra. Le finestre esposte a sud creano riflessi sugli schermi nel pomeriggio, e più persone lamentano bruciore agli occhi e tensione al collo. Il titolare chiede all'ASPP una valutazione senza spendere troppo.
Il Titolo VII si applica ai lavoratori che usano un videoterminale in modo sistematico o abituale per almeno venti ore settimanali, al netto delle interruzioni. L'articolo 174 chiede di analizzare la postazione per i rischi per la vista, la postura e l'affaticamento, l'articolo 175 prevede pause o cambi di attività di quindici minuti ogni due ore, l'articolo 176 la sorveglianza sanitaria, e l'allegato XXXIV i requisiti minimi di schermo, sedile, piano di lavoro e illuminazione.
L'ASPP visita ogni postazione con una scheda di verifica, misura l'altezza dei piani e la distanza dagli schermi, e propone interventi graduali: tende regolabili per eliminare i riflessi, riorientamento delle scrivanie parallele alle finestre, sedie regolabili per chi ne è privo, supporti per portare i monitor all'altezza degli occhi. Spiega a ciascuno come regolare la propria postazione. Il titolare, come datore di lavoro, organizza le pause e attiva la sorveglianza sanitaria con il medico competente.
Quale intervento a costo zero, tra quelli possibili in uno studio come questo, darebbe secondo voi il beneficio più immediato?