Una tecnica di laboratorio di un centro privato di analisi cliniche, con trentotto dipendenti, comunica di essere incinta. Lavora al banco dei prelievi e nel settore microbiologia, maneggia campioni biologici e usa alcuni reagenti classificati come tossici per la riproduzione. L'ASPP viene chiamato dalla direzione per capire che cosa fare subito.
Il decreto legislativo 151 del 2001 vieta di adibire le lavoratrici in gravidanza a lavori pericolosi, faticosi e insalubri, e impone al datore di lavoro di valutare in anticipo i rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o in allattamento, come richiama anche l'articolo 28 del Testo unico. Se l'esposizione non può essere eliminata, la lavoratrice va spostata ad altre mansioni; se ciò non è possibile, si attiva la procedura per l'astensione anticipata. Una valutazione già presente nel DVR consente di decidere in poche ore.
L'ASPP verifica la sezione del DVR dedicata alla tutela della maternità e trova un elenco di mansioni compatibili già predisposto. Insieme al medico competente e alla direzione individua un incarico in accettazione e gestione dei referti, senza contatto con campioni e reagenti pericolosi. Il nuovo incarico viene comunicato per iscritto, e la responsabile del laboratorio, come preposta, vigila che la lavoratrice non venga richiamata al banco nei momenti di picco.
Perché è importante informare tutte le lavoratrici dei rischi per la maternità prima ancora che una di loro comunichi una gravidanza?