Aggiornamento – Schede pratiche · 14/40

Studenti in stage in un'officina di autoriparazione

Un'officina di autoriparazione con nove dipendenti accoglie ogni anno due studenti di un istituto professionale per i percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento. Il titolare li considera un aiuto in più e li lascia lavorare sui veicoli sollevati come i meccanici. L'ASPP del consulente che segue l'officina viene informato solo quando uno studente si taglia con un attrezzo.

Ai fini della sicurezza, gli studenti in alternanza sono equiparati ai lavoratori dall'articolo 2 del Testo unico, e l'officina deve garantire informazione, formazione specifica, DPI e, quando previsto, sorveglianza sanitaria. Se si tratta di minorenni, il decreto legislativo 345 del 1999, che ha modificato la legge 977 del 1967, vieta l'adibizione a determinate lavorazioni e richiede una valutazione specifica. La convenzione con la scuola deve chiarire chi eroga quale parte della formazione.

L'ASPP verifica con l'istituto la formazione generale già svolta dagli studenti e organizza la parte specifica sui rischi dell'officina. Definisce un elenco scritto di attività consentite, come la diagnosi e i piccoli interventi assistiti, e di attività escluse, come il lavoro sotto i veicoli sollevati senza supervisione e l'uso delle saldatrici. Nomina un tutor aziendale che, come preposto, segue gli studenti per tutto il periodo, e il titolare firma il progetto formativo con le misure concordate.

Quale responsabilità ritenete abbia il tutor aziendale se uno studente si fa male mentre sta facendo qualcosa di non previsto dal progetto?