Un impianto di depurazione delle acque reflue urbane, gestito da una società di servizi con venticinque addetti, prevede la pulizia delle griglie, la manutenzione delle pompe sommerse e il prelievo di campioni dalle vasche di ossidazione. Gli operatori mangiano in sala controllo con gli indumenti da lavoro, e un manutentore viene ricoverato per una leptospirosi.
Il Titolo X disciplina l'esposizione ad agenti biologici anche quando, come nei depuratori, essa non deriva da un uso deliberato ma è potenziale. L'articolo 271 chiede di valutare il rischio tenendo conto della classificazione degli agenti dell'articolo 268, l'articolo 272 indica le misure tecniche, organizzative e procedurali, e l'articolo 273 quelle igieniche, come spogliatoi separati, servizi con docce e il divieto di mangiare e bere nelle aree di lavoro. La sorveglianza sanitaria e le eventuali vaccinazioni vanno decise con il medico competente.
L'ASPP rivede la valutazione per ogni attività, identificando aerosol, contatto con fanghi e possibili ferite come vie di esposizione. Propone di separare la sala controllo dalla zona sporca con un locale filtro, introduce una procedura di pulizia e cambio degli indumenti, fornisce guanti resistenti al taglio e visiere per le operazioni che producono schizzi. Il capo impianto, come preposto, vigila sul rispetto delle regole igieniche, e il medico competente valuta le vaccinazioni opportune.
Quale abitudine quotidiana degli operatori ritenete più difficile da cambiare, e come cercereste di modificarla senza imporla soltanto?