Aggiornamento – Schede pratiche · 21/40

Permesso per lavori a caldo in un deposito di prodotti chimici

In un deposito costiero di prodotti chimici sfusi con trentadue dipendenti, una ditta esterna deve saldare una staffa su una passerella vicino ai serbatoi. L'operaio arriva con la saldatrice e chiede da dove possa iniziare. Il capoturno, pressato dai tempi, vorrebbe farlo partire subito, ma l'ASPP ricorda che l'azienda non ha mai adottato un sistema di permessi di lavoro.

I lavori a caldo in prossimità di sostanze infiammabili sono tra le cause classiche di incendi ed esplosioni. Il Titolo XI chiede misure organizzative nelle aree con atmosfere esplosive, compreso l'uso di autorizzazioni scritte per i lavori pericolosi, come previsto dall'allegato L. L'articolo 26 impone il coordinamento con le ditte esterne, e la valutazione del rischio incendio deve considerare queste attività temporanee. Senza permesso scritto, nessuno verifica l'assenza di vapori prima di accendere l'arco.

L'ASPP sospende l'avvio e prepara con il RSPP un modulo di permesso che prevede la misurazione dell'atmosfera con esplosimetro, la bonifica e la protezione dell'area, la rimozione dei materiali combustibili, un estintore sul posto e un addetto di sorveglianza durante e dopo il lavoro, per il tempo necessario a escludere riaccensioni. Il permesso viene firmato dal capoturno, che come preposto controlla le condizioni, e dal responsabile della ditta esterna, e chiuso solo dopo il sopralluogo finale.

Quanto tempo dovrebbe restare l'addetto di sorveglianza sul posto dopo la fine della saldatura, e da che cosa dipende questa scelta?