Un'azienda florovivaistica con dodici dipendenti a tempo indeterminato e venti stagionali coltiva piante in serre riscaldate, lontane dal centro abitato. Gli addetti usano trattrici, forbici da potatura e prodotti fitosanitari. La cassetta di primo soccorso è nel capannone degli attrezzi, con farmaci scaduti; nessuno ricorda chi siano gli addetti designati.
Il decreto ministeriale 388 del 2003 classifica le aziende in tre gruppi: le aziende agricole con più di cinque lavoratori a tempo indeterminato rientrano nel gruppo A, che richiede la comunicazione all'azienda sanitaria locale, la cassetta di pronto soccorso e un corso di sedici ore per gli addetti, contro le dodici dei gruppi B e C. L'aggiornamento della parte pratica va fatto almeno ogni tre anni. Per chi lavora in luoghi isolati, il decreto prevede il pacchetto di medicazione e un mezzo di comunicazione idoneo. L'articolo 45 affida al datore di lavoro l'organizzazione del primo soccorso.
L'ASPP verifica la classificazione e invia la comunicazione mancante, sostituisce i farmaci scaduti e crea una lista di controllo mensile della cassetta. Propone di sistemare un secondo presidio vicino alle serre più lontane e di fornire alle squadre sul campo pacchetti di medicazione e un telefono. Organizza il corso per tre addetti, scelti in modo da coprire tutti i turni, e prepara una scheda con indirizzo e coordinate per chi chiama i soccorsi. Il capo serra, come preposto, verifica la presenza degli addetti.
Perché conoscere le coordinate precise di una serra isolata può fare la differenza in un'emergenza?