Aggiornamento – Schede pratiche · 26/40

Tecnici in trasferta: il rischio stradale come rischio lavorativo

Un'azienda che installa impianti di allarme e videosorveglianza, con quaranta tecnici, percorre ogni anno centinaia di migliaia di chilometri con furgoni aziendali. Gli appuntamenti sono fissati a ridosso l'uno dell'altro, i tecnici rispondono al telefono mentre guidano e il materiale viaggia spesso sciolto nel vano di carico. Dopo un tamponamento, l'ASPP scopre che il DVR non dedica una riga alla guida.

Quando la guida fa parte della prestazione, il rischio di incidente stradale è a tutti gli effetti un rischio lavorativo da valutare secondo l'articolo 28, e gli incidenti in occasione di lavoro rientrano tra gli infortuni tutelati. Il Codice della strada vieta l'uso del telefono senza viva voce o auricolare e impone il corretto ancoraggio del carico. L'organizzazione del lavoro, con agende troppo fitte, è un fattore di rischio tanto quanto le condizioni del veicolo.

L'ASPP propone di inserire un capitolo specifico nel DVR, con analisi delle percorrenze, dei tempi di guida e degli eventi passati. Suggerisce scaffalature fissate e cinghie di ancoraggio nei furgoni, una regola aziendale che vieta le chiamate in movimento salvo vivavoce, e una pianificazione degli appuntamenti con margini realistici. Organizza un corso di guida sicura pratico e un controllo mensile dei mezzi. Il responsabile del servizio tecnico, come preposto, modifica il sistema di assegnazione degli interventi, e il datore di lavoro lo approva.

Chi è più responsabile di un incidente causato dalla fretta: il tecnico che guidava troppo veloce o chi ha costruito un'agenda impossibile da rispettare?