Una metalmeccanica con centottanta dipendenti introduce il terzo turno su due linee di saldatura robotizzata per rispondere a un aumento degli ordini. Trenta lavoratori passeranno al lavoro notturno, alcuni con patologie croniche note solo al medico competente. Il direttore di stabilimento chiede all'ASPP di organizzare il cambio entro tre settimane.
Il decreto legislativo 66 del 2003 prevede per i lavoratori notturni accertamenti preventivi e periodici, almeno ogni due anni, per controllare il loro stato di salute. L'articolo 41 del Testo unico disciplina la sorveglianza sanitaria, comprese le visite in occasione del cambio di mansione, e l'articolo 42 prevede che, in caso di inidoneità, il lavoratore sia adibito ove possibile a mansioni equivalenti o inferiori, mantenendo il trattamento economico. Il protocollo sanitario va aggiornato dal medico competente in base ai nuovi rischi.
L'ASPP informa subito il medico competente, gli invia l'elenco dei lavoratori coinvolti e le caratteristiche del nuovo turno, e organizza il calendario delle visite prima dell'avvio. Aggiorna con il RSPP la valutazione dei rischi, considerando anche la gestione delle emergenze nelle ore notturne, con addetti presenti in ogni turno. Il datore di lavoro rispetta i giudizi di idoneità senza conoscere le diagnosi, e i capiturno notturni, come preposti, ricevono una formazione specifica sulla gestione delle situazioni critiche.
Quali informazioni sul lavoratore può legittimamente ricevere il datore di lavoro dal medico competente, e quali devono restare riservate?