Aggiornamento – Schede pratiche · 32/40

Formazione dei lavoratori stranieri in un'industria conserviera

Un'industria conserviera che trasforma pomodoro assume ogni estate oltre cento lavoratori stagionali, molti dei quali stranieri con una conoscenza limitata dell'italiano. La formazione viene svolta in una sala, in italiano, con proiezione di diapositive: i partecipanti firmano il registro e superano il test, spesso suggerito dai colleghi. Poco dopo un lavoratore si ustiona aprendo una valvola di vapore che il cartello vietava di toccare.

L'articolo 37, al comma 13, chiede che la formazione sia facilmente comprensibile e che, per i lavoratori immigrati, avvenga previa verifica della comprensione e della conoscenza della lingua usata nel percorso. Un attestato firmato senza aver capito i contenuti non garantisce alcuna tutela, e non mette il datore di lavoro al riparo da responsabilità. Anche la segnaletica deve essere comprensibile da tutti, preferendo pittogrammi alle scritte.

L'ASPP verifica per ogni nuovo assunto la lingua di riferimento con un breve colloquio, organizza gruppi omogenei e coinvolge mediatori linguistici o colleghi esperti come traduttori. Prepara schede illustrate con fotografie delle macchine e dei pericoli specifici, e sostituisce il test scritto con una dimostrazione pratica in reparto. Fa tradurre le istruzioni più importanti nelle lingue prevalenti. I capiturno, come preposti, affiancano i nuovi arrivati durante i primi giorni e controllano che le regole siano state davvero comprese.

Come si può verificare che un lavoratore abbia davvero capito una regola, senza basarsi sulla sua risposta affermativa alla domanda se è tutto chiaro?