Una fonderia di ghisa con sessanta dipendenti utilizza forni a induzione per la fusione e un impianto di tempra a induzione per alcuni componenti. Un fonditore comunica all'ufficio del personale di essere portatore di un pacemaker. Nessuno sa dire se possa tornare a lavorare vicino ai forni, e il DVR liquida i campi elettromagnetici con una frase generica.
Il capo IV del Titolo VIII, riscritto dal decreto legislativo 159 del 2016, disciplina la protezione dai campi elettromagnetici con valori limite di esposizione e livelli d'azione. L'articolo 209 impone di valutare e, se necessario, misurare o calcolare i livelli a cui sono esposti i lavoratori. Una particolare attenzione è dovuta ai lavoratori particolarmente sensibili, come i portatori di dispositivi medici impiantati attivi, per i quali possono esistere interferenze anche al di sotto dei livelli d'azione validi per gli altri lavoratori.
L'ASPP richiede con il RSPP una campagna di misure attorno ai forni e alle bobine di tempra, con la mappatura delle zone in cui i livelli superano le soglie di riferimento per i portatori di dispositivi impiantati. Propone la delimitazione di queste aree con segnaletica specifica e un accesso controllato. Il medico competente, consultando anche lo specialista che segue il lavoratore e le indicazioni del fabbricante del dispositivo, esprime il giudizio di idoneità. Il capoturno, come preposto, applica le eventuali limitazioni di accesso.
Come si potrebbe tutelare anche un visitatore o un tecnico esterno portatore di pacemaker che entra per la prima volta nel reparto?