Un presidio ospedaliero di medie dimensioni affida a una cooperativa le pulizie di reparti, sale operatorie e laboratorio analisi. Il DUVRI, redatto anni fa, è identico per tutte le aree e non menziona i rischi biologici specifici del laboratorio né le regole per l'accesso nelle zone con apparecchi radiologici. Una addetta della cooperativa si punge con un ago abbandonato in un sacco destinato ai rifiuti urbani.
L'articolo 26 del D.Lgs. 81/08 impone al committente di verificare l'idoneità tecnico professionale dell'appaltatore, di informarlo sui rischi specifici dell'ambiente e di promuovere cooperazione e coordinamento attraverso il DUVRI. Il comma 8-bis chiede agli appaltatori di indicare espressamente il personale con funzione di preposto. Per i taglienti in sanità si aggiungono le misure del Titolo X-bis, che prevede dispositivi con meccanismi di protezione e procedure di smaltimento sicuro.
Il servizio di prevenzione dell'azienda sanitaria riscrive il DUVRI per aree omogenee, con tabelle di interferenza reparto per reparto. Il direttore sanitario e il datore di lavoro dell'appaltatore concordano un percorso formativo congiunto sui contenitori per taglienti e sulla gestione post esposizione. Il preposto della cooperativa partecipa alle riunioni di coordinamento mensili e i coordinatori infermieristici controllano che nessun ago finisca fuori dagli appositi contenitori.
Domanda aperta: chi, tra committente e appaltatore, dovrebbe avviare l'indagine dopo l'evento, e come andrebbero condivise le conclusioni tra le due organizzazioni?