Aggiornamento – Schede pratiche · 4/80

Stress lavoro-correlato in un call center in rapida crescita

Un call center di servizi energetici è passato in due anni da quaranta a centocinquanta operatori, con turni frammentati, obiettivi di contatto stringenti e un software che misura in tempo reale la durata delle chiamate. Le dimissioni sono aumentate e le assenze brevi si concentrano il lunedì, ma il documento di valutazione riporta ancora il livello di rischio basso calcolato prima dell'espansione.

L'articolo 28 richiede di valutare anche lo stress lavoro-correlato secondo l'accordo europeo dell'8 ottobre 2004, con il metodo indicato dalla Commissione consultiva nel 2010: una fase preliminare basata su indicatori oggettivi e, se emergono segnali, una fase approfondita che coinvolge i lavoratori. L'articolo 29, comma 3, impone di rielaborare la valutazione quando cambia in modo significativo l'organizzazione del lavoro, e qui il cambiamento è evidente.

L'RSPP raccoglie indicatori aggiornati su turnover, assenze, segnalazioni e richieste di visita al medico competente, poi organizza focus group anonimi con il supporto di uno psicologo del lavoro. Il datore di lavoro rivede la pianificazione dei turni e introduce pause di recupero dopo le chiamate più difficili. I team leader, formati come preposti, imparano a dare feedback senza usare le classifiche pubbliche, mentre l'RLS viene consultato su ogni misura prima dell'adozione.

Riflessione per la classe: quali indicatori oggettivi ritenete più affidabili per misurare un miglioramento reale dopo sei mesi, evitando di leggere soltanto i questionari?