Aggiornamento – Schede pratiche · 12/80

Gravidanza e mansioni in un punto vendita della grande distribuzione

In un ipermercato con centottanta addetti, una cassiera comunica la propria gravidanza. Il direttore propone di spostarla al rifornimento scaffali, ritenendolo un lavoro più leggero, senza consultare né il servizio di prevenzione né il medico competente. La mansione prevede però sollevamento ripetuto di confezioni, uso di scale portatili e lunghi periodi in piedi.

Il D.Lgs. 151 del 2001 vieta di adibire le lavoratrici in gravidanza e fino a sette mesi dopo il parto a lavori faticosi, pericolosi e insalubri, elencati negli allegati, e impone al datore di lavoro di valutare i rischi specifici, informando le lavoratrici e i loro rappresentanti. L'articolo 28 del D.Lgs. 81/08 richiama espressamente questi rischi. Se lo spostamento a mansioni compatibili non è possibile, si attiva la procedura di interdizione anticipata presso l'Ispettorato del lavoro.

L'RSPP verifica che il documento contenga già una tabella delle mansioni compatibili e incompatibili per gravidanza e allattamento e la aggiorna dove manca. Il datore di lavoro, insieme alla risorsa umana di riferimento, individua una mansione realmente idonea, come l'assistenza clienti al banco informazioni con possibilità di sedersi. Il medico competente può esprimere un parere e la caporeparto controlla che la nuova organizzazione venga rispettata in ogni turno, anche nei periodi di maggiore afflusso.

Domandiamoci: cosa dovrebbe prevedere un'informativa preventiva rivolta a tutte le lavoratrici, perché la comunicazione della gravidanza arrivi presto?