Una falegnameria che produce serramenti su misura, ventidue addetti, utilizza seghe circolari, pialle a filo e un centro di lavoro a controllo numerico. L'ultima misurazione del rumore risale a prima dell'acquisto di due nuove macchine, gli otoprotettori sono a disposizione in uno scatolone e solo pochi li indossano con regolarità.
Il Capo II del Titolo VIII fissa per il rumore i valori inferiori di azione a 80 decibel A, i valori superiori di azione a 85 decibel A e il valore limite a 87 decibel A, quest'ultimo calcolato tenendo conto dell'attenuazione dei dispositivi di protezione. Superata la soglia superiore, l'articolo 193 impone di fare tutto il possibile perché i dispositivi siano indossati e l'articolo 196 prevede la sorveglianza sanitaria. L'articolo 181 chiede di ripetere la valutazione almeno ogni quattro anni e comunque quando intervengono cambiamenti.
L'RSPP commissiona una nuova misura dei livelli di esposizione per mansione e redige un programma di riduzione con interventi alla fonte, come lame silenziate, cappottature e separazione delle macchine più rumorose. Il datore di lavoro sceglie otoprotettori adatti all'attenuazione necessaria e organizza le prove di indossamento. Il titolare di bottega, preposto di fatto, segnala chi non li usa, e il medico competente programma le audiometrie con la periodicità stabilita.
Proposta di confronto: come si convince un artigiano esperto, che lavora così da trent'anni, a indossare gli otoprotettori senza trasformarlo in uno scontro?