Un mulino che macina cereali e produce mangimi, quaranta dipendenti, ha ampliato l'impianto con un nuovo elevatore a tazze e un filtro a maniche. Durante un controllo si scopre che il documento sulla protezione contro le esplosioni non comprende le nuove apparecchiature e che uno strato di polvere fine si accumula su travi e motori elettrici.
Il Titolo XI del D.Lgs. 81/08 impone di valutare il rischio di atmosfere esplosive, classificare le aree secondo l'allegato XLIX in zone 20, 21 e 22 per le polveri, e di redigere il documento previsto dall'articolo 294, da aggiornare quando si apportano modifiche rilevanti. Le apparecchiature installate nelle zone classificate devono avere categoria adeguata. Lo strato di polvere depositata è anch'esso fonte di pericolo, perché può sollevarsi e dare origine a esplosioni secondarie.
L'RSPP, con un tecnico esperto in protezione dalle esplosioni, aggiorna la classificazione delle aree, verifica le categorie dei motori e propone sistemi di sfogo o soppressione sul filtro. Il datore di lavoro programma l'adeguamento delle apparecchiature non conformi e acquista un aspiratore certificato per la pulizia, vietando l'uso dell'aria compressa. I capiturno, preposti, applicano un piano di pulizia con frequenze definite e gestiscono i permessi per i lavori a caldo nelle zone classificate.
Spunto di riflessione: in che modo il piano di pulizia e la sua registrazione diventano una vera misura di prevenzione, e non solo una questione di ordine?