Aggiornamento – Schede pratiche · 21/80

Depuratore di acque reflue: esposizione ad agenti biologici

Una società che gestisce un impianto di depurazione delle acque reflue urbane, diciotto addetti, effettua manutenzioni su griglie, vasche di ossidazione e linee fanghi. Gli operatori mangiano spesso in sala controllo con gli stessi indumenti usati nelle vasche, gli spogliatoi non separano abiti civili e da lavoro e il piano vaccinale non è mai stato discusso con il medico competente.

Il Titolo X del D.Lgs. 81/08 si applica anche quando l'esposizione ad agenti biologici è potenziale e non deriva da un uso deliberato, come accade negli impianti di trattamento dei reflui. L'articolo 271 richiede una valutazione basata sulla classificazione degli agenti nell'allegato XLVI e sulle modalità lavorative; l'articolo 273 impone misure igieniche, tra cui servizi sanitari adeguati, indumenti protettivi riposti separatamente e divieto di consumare cibi nelle aree a rischio. L'articolo 279 prevede la sorveglianza sanitaria e la possibilità di vaccini efficaci.

L'RSPP aggiorna la valutazione distinguendo le attività a maggior esposizione, come la pulizia delle griglie e gli interventi su pompe intasate. Il datore di lavoro realizza spogliatoi a doppio comparto, un'area ristoro separata e un servizio di lavaggio degli indumenti da lavoro. Il medico competente propone le vaccinazioni ritenute opportune. Il capoimpianto, quale preposto, verifica l'uso dei dispositivi contro schizzi e aerosol e il rispetto del divieto di mangiare fuori dalle aree dedicate.

Riflettiamo: quali abitudini quotidiane sono le più difficili da cambiare in un piccolo gruppo affiatato, e quale strategia funzionerebbe meglio?