Un laboratorio che produce piani cucina e rivestimenti in marmo e pietre composite, venti addetti, taglia e rifinisce le lastre con utensili a secco per accelerare i tempi. Le pietre agglomerate al quarzo contengono percentuali elevate di silice e in reparto si nota polvere sospesa nonostante la presenza di un aspiratore centralizzato.
Dal 2020 il lavoro che comporta esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione è inserito nell'allegato XLII del D.Lgs. 81/08 e rientra quindi nel Capo II del Titolo IX, dedicato agli agenti cancerogeni. Gli obblighi comprendono valutazione dell'esposizione, sostituzione o sistema chiuso quando tecnicamente possibile, riduzione al minimo, rispetto del valore limite, sorveglianza sanitaria e il registro degli esposti previsto dall'articolo 243. Il lavoro a secco su materiale ad alto contenuto di quarzo è una scelta da superare.
L'RSPP fa eseguire campionamenti personali della frazione respirabile e confronta i risultati con il valore limite. Il datore di lavoro converte le lavorazioni a umido, installa aspirazioni sugli utensili e organizza la pulizia con aspiratori dotati di filtri adeguati, eliminando scope e aria compressa. Il responsabile di laboratorio, nel ruolo di preposto, controlla che le maschere filtranti siano del tipo corretto e che vengano eseguite le prove di tenuta, mentre il medico competente aggiorna il protocollo e il registro.
Lanciamo una questione: come si spiega al cliente finale che i tempi di consegna più lunghi dipendono da scelte di tutela della salute dei lavoratori?