Un'azienda vitivinicola con dodici dipendenti fissi e numerosi stagionali durante la vendemmia gestisce vigneti collinari, una cantina con vasche di fermentazione e un punto vendita. La cassetta di pronto soccorso è in ufficio, a diversi chilometri dai vigneti più lontani, e gli addetti al primo soccorso lavorano solo in cantina.
Il DM 388 del 2003 classifica le aziende in tre gruppi. Nel gruppo A rientrano tra l'altro le aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto agricolo, con obblighi più estesi di formazione degli addetti e comunicazione all'azienda sanitaria. L'articolo 45 del D.Lgs. 81/08 impone di organizzare il primo soccorso tenendo conto della natura dell'attività e della dimensione, e il decreto prevede per chi lavora in luoghi isolati un pacchetto di medicazione e un mezzo di comunicazione idoneo per attivare rapidamente l'emergenza.
L'RSPP verifica la corretta classificazione dell'azienda e il contenuto della cassetta, poi definisce un piano che copra anche le squadre in vigna, con un addetto formato in ogni gruppo di raccolta. Il datore di lavoro fornisce pacchetti di medicazione sui mezzi e telefoni con coordinate dei punti di accesso per i soccorsi. I capisquadra, quali preposti, conoscono la procedura di chiamata e i percorsi, mentre l'informazione agli stagionali include anche i rischi da anidride carbonica in cantina.
Sfida per l'aula: come si fornisce ai soccorritori un'indicazione precisa del luogo dell'infortunio in un vigneto senza indirizzo civico?