Aggiornamento – Schede pratiche · 36/80

Turni notturni in un istituto di vigilanza privata

Un istituto di vigilanza privata con centocinquanta guardie giurate copre servizi di piantonamento e ronde notturne. I turni sono spesso di dodici ore, alcuni lavoratori svolgono più notti consecutive e il medico competente non ha un elenco aggiornato di chi lavora prevalentemente di notte. Diverse guardie segnalano disturbi del sonno e difficoltà di concentrazione durante la guida.

Il D.Lgs. 66 del 2003 definisce lavoratore notturno chi svolge in via non eccezionale una parte dell'orario nel periodo notturno secondo i criteri del decreto e dei contratti collettivi. Gli articoli 13 e 14 limitano l'orario dei lavoratori notturni e prevedono la valutazione dello stato di salute prima dell'adibizione e periodicamente, almeno ogni due anni. Il D.Lgs. 81/08 impone di valutare anche i rischi legati all'organizzazione dei turni, alla fatica e al lavoro solitario.

L'RSPP analizza la rotazione esistente e propone schemi con un numero limitato di notti consecutive e un recupero adeguato, tenendo conto della guida dei mezzi di servizio. Il datore di lavoro trasmette al medico competente l'elenco aggiornato dei lavoratori notturni e adotta un sistema di contatto periodico con la centrale per chi opera da solo. I capisquadra, preposti, verificano lo stato di vigilanza dei colleghi al cambio turno e possono sostituire chi appare troppo affaticato.

Ultima domanda per la discussione: come si bilanciano le richieste dei clienti per presidi continuativi con la necessità di turni che non compromettano la salute?