Un deposito di prodotti surgelati, settanta addetti, ha celle a meno venticinque gradi e un'area di carico dove si incrociano carrelli elevatori, transpallet elettrici e pedoni. Le corsie pedonali sono segnate con vernice ormai sbiadita, la nebbia che si forma all'apertura delle porte riduce la visibilità e un carrellista ha urtato un addetto alla preparazione degli ordini.
L'allegato IV del D.Lgs. 81/08 chiede che le vie di circolazione siano dimensionate e segnalate in modo da consentire un passaggio sicuro di pedoni e veicoli, con separazione adeguata. Il Titolo V regola la segnaletica, compresa quella sui pavimenti, e l'articolo 163 impone di farvi ricorso quando i rischi non possono essere evitati con altre misure. A questo si sommano il microclima severo delle celle, la ridotta destrezza con i guanti e la stanchezza dovuta all'escursione termica.
L'RSPP disegna con il responsabile di magazzino un piano di circolazione che separa fisicamente i percorsi con barriere, introduce attraversamenti dedicati e sensori di presenza sui carrelli. Il datore di lavoro installa barriere d'aria o lame calde contro la nebbia alle porte delle celle e luci di segnalazione proiettate a terra. I capiturno, preposti, sorvegliano il rispetto dei limiti di velocità e delle corsie, e organizzano pause di recupero termico in un ambiente temperato.
Domanda conclusiva per la classe: quali indicatori permetterebbero di capire se il nuovo piano di circolazione funziona, prima che si verifichi un altro urto?