Aggiornamento – Schede pratiche · 39/80

Tecnico isolato nella manutenzione di impianti eolici

Una società che gestisce parchi eolici in zone montane, quaranta tecnici, effettua manutenzioni nelle navicelle delle turbine, spesso in zone senza copertura telefonica. Per ridurre i costi, alcune ispezioni vengono svolte da un solo tecnico, che sale all'interno della torre con scala e dispositivo anticaduta e resta isolato per diverse ore.

Il D.Lgs. 81/08 non contiene una norma specifica sul lavoro isolato, ma gli articoli 15 e 28 impongono di valutare e ridurre ogni rischio, e l'articolo 45 di organizzare il primo soccorso e il trasporto degli infortunati. Il lavoro in quota rientra nel Capo II del Titolo IV e richiede la possibilità di recupero rapido di un lavoratore sospeso nell'imbracatura, per il rischio di sindrome da sospensione inerte. Un tecnico solo, in una torre senza comunicazioni, non può essere soccorso in tempi utili.

L'RSPP stabilisce che salite e interventi in navicella siano sempre svolti da almeno due persone formate al recupero, con kit di salvataggio e discesa sempre a bordo. Il datore di lavoro fornisce radio o sistemi satellitari di allarme uomo a terra e concorda con i servizi di emergenza un piano di accesso ai siti remoti. Il coordinatore delle squadre, preposto, verifica la composizione dei gruppi e le chiamate di controllo a intervalli prefissati, interrompendo l'attività se il contatto si perde.

Mettiamo a confronto le opinioni: esistono attività in cui il lavoro di un solo tecnico può essere accettabile, e con quali condizioni minime?