Una manifattura di piastrelle ceramiche con trecento dipendenti ha un'età media superiore ai cinquant'anni nei reparti di scelta e confezionamento, dove lavorano soprattutto donne, mentre i reparti di pressatura e forni sono quasi esclusivamente maschili. Il documento di valutazione tratta tutte le mansioni allo stesso modo, senza considerare differenze di età, genere o capacità fisica.
L'articolo 28 del D.Lgs. 81/08 chiede espressamente di valutare i rischi riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, compresi quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri Paesi e alla tipologia contrattuale. L'articolo 15 richiama il rispetto dei principi ergonomici. Una forza lavoro che invecchia richiede attenzione a carichi fisici, microclima, turni notturni e reinserimento dopo assenze prolungate, senza però tradursi in discriminazioni.
L'RSPP, con il medico competente, incrocia dati aggregati e anonimi su età, disturbi muscoloscheletrici e limitazioni alle idoneità per individuare le postazioni più critiche. Il datore di lavoro avvia un piano pluriennale di adeguamento ergonomico, con sollevatori per i pacchi di piastrelle e tavoli regolabili in altezza. I capireparto, preposti, gestiscono rotazioni che tengano conto delle limitazioni e favoriscono il passaggio di competenze tra lavoratori anziani e giovani neoassunti.
Chiudiamo con una sfida: come si progetta una postazione che vada bene a una persona di vent'anni e a una di sessanta, senza creare due categorie di lavoratori?