In un ospedale di comunità con centocinquanta operatori, le infermiere di un reparto di medicina segnalano nell'ultimo anno diverse punture accidentali, quasi tutte durante il reincappucciamento degli aghi o lo smaltimento in contenitori troppo pieni. L'azienda acquista ancora siringhe e cateteri senza meccanismi di protezione perché costano meno, e i dispositivi con protezione sono disponibili solo in pronto soccorso.
Il Titolo X-bis del D.Lgs. 81/08, introdotto nel 2014 in attuazione della direttiva europea sulle ferite da taglio e da punta nel settore ospedaliero e sanitario, chiede di valutare il rischio, eliminare l'uso non necessario di oggetti taglienti, fornire dispositivi medici dotati di meccanismi di protezione e di sicurezza, vietare la pratica del reincappucciamento e collocare contenitori adeguati vicino ai punti di utilizzo. Sono previsti anche procedure di segnalazione, profilassi e assistenza dopo l'esposizione.
L'RSPP, con il medico competente e il comitato per le infezioni, analizza gli eventi e propone la sostituzione progressiva dei dispositivi più coinvolti con modelli di sicurezza. Il datore di lavoro inserisce questi requisiti nei capitolati di acquisto. Si posizionano contenitori a portata di mano su ogni carrello e si definisce il limite di riempimento. Le coordinatrici infermieristiche addestrano il personale all'uso dei nuovi dispositivi e garantiscono la segnalazione immediata di ogni puntura.
Aprite il confronto: come giustifichereste all'ufficio acquisti il maggior costo dei dispositivi con protezione?