Un ente di formazione professionale con trentacinque dipendenti ha trasferito la segreteria e l'archivio in locali seminterrati di un edificio storico, in un comune dove sono note concentrazioni elevate di radon nel suolo. Nessuno ha mai eseguito misurazioni. Un dipendente legge un articolo sull'argomento e chiede all'RSPP se lavorare otto ore al giorno in quei locali sia rischioso.
Il D.Lgs. 101 del 2020, che ha riordinato la radioprotezione, prevede l'obbligo di misurare la concentrazione media annua di radon nei luoghi di lavoro sotterranei e semisotterranei, e in quelli al piano terra situati nelle aree prioritarie individuate dalle Regioni. Il livello di riferimento รจ di 300 becquerel per metro cubo. Le misure vanno affidate a servizi riconosciuti e durano un anno, suddiviso in periodi. In caso di superamento si adottano misure correttive e, se persiste, si coinvolge un esperto di radioprotezione.
L'RSPP spiega al dipendente che il rischio si gestisce misurandolo e organizza la campagna annuale con dosimetri posizionati nei locali occupati. Il datore di lavoro, in attesa degli esiti, migliora la ventilazione naturale e programma con il proprietario dell'edificio eventuali interventi, come la depressurizzazione del vespaio o la sigillatura delle fessure. I risultati vengono comunicati ai lavoratori e all'RLS, e il DVR viene aggiornato con la nuova valutazione.
Ultimo quesito: come comunichereste un risultato sopra soglia senza generare un allarme sproporzionato?