Uno stabilimento che produce principi attivi farmaceutici, con centoquaranta dipendenti, fornisce facciali filtranti FFP3 e semimaschere agli addetti alle operazioni di carico delle polveri nei reattori. I dispositivi sono tutti della stessa taglia. Durante un audit si osserva che alcuni operatori hanno la barba, che altri indossano il facciale con un solo elastico e che nessuno ha mai eseguito una prova di tenuta.
Gli articoli 76 e 77 del D.Lgs. 81/08 richiedono che i DPI siano adeguati ai rischi, tengano conto delle esigenze ergonomiche e si adattino all'utilizzatore, e che i lavoratori ricevano formazione e addestramento sul loro uso, obbligatorio per i dispositivi di terza categoria come quelli per le vie respiratorie. La norma UNI EN 529 fornisce indicazioni sulla scelta e sull'uso degli apparecchi di protezione respiratoria. Un facciale che non aderisce al volto lascia passare aria non filtrata e vanifica la classe di protezione.
L'RSPP introduce prove di tenuta qualitative o quantitative per ogni operatore, rendendo disponibili più modelli e taglie. Il datore di lavoro stabilisce che chi non può garantire la tenuta, ad esempio per la barba, utilizza un elettrorespiratore con cappuccio, che non dipende dall'aderenza. Viene insegnata la verifica di tenuta da fare a ogni indossamento. I capiturno osservano il corretto indossamento prima dell'ingresso nelle aree di carico e registrano le anomalie.
Proposta di discussione: come gestireste il caso di un lavoratore che rifiuta di radersi per motivi personali o religiosi?