Una residenza sanitaria assistenziale con novanta ospiti, in gran parte non autosufficienti, registra un aumento delle lombalgie tra gli operatori socio-sanitari del turno notturno. I sollevatori ci sono, ma sono due per tre piani e spesso vengono lasciati in un deposito lontano dalle camere. Di notte gli operatori sono pochi e preferiscono spostare gli ospiti a mano per fare prima.
Il Titolo VI del D.Lgs. 81/08, con l'articolo 168 e l'allegato XXXIII, impone di evitare la movimentazione manuale o, quando non è possibile, di valutarla e ridurla con ausili e organizzazione. Per il settore sanitario è molto diffuso il metodo MAPO, che mette in relazione il numero di ospiti non autosufficienti, il numero di operatori, la disponibilità e l'adeguatezza di sollevatori e ausili minori, l'ambiente e la formazione. Il caso mostra che la dotazione da sola non basta se la logistica e l'organico ne impediscono l'uso.
L'RSPP ripete la valutazione con il MAPO per ciascun piano e per turno, evidenziando il peso del turno notturno. Il datore di lavoro acquista un sollevatore per piano, teli e cinture di trasferimento, e rivede l'organico notturno. Il coordinatore infermieristico, nel ruolo di preposto, stabilisce dove riporre gli ausili e quali ospiti vanno sempre movimentati in due o con sollevatore. Il medico competente segue i casi sintomatici.
La domanda di oggi: quanto conta la collocazione fisica degli ausili rispetto al loro numero nel favorirne l'utilizzo reale?