Un impianto di recupero di rottami metallici con quarantacinque addetti vuole installare telecamere nell'area di scarico, dove gru a polipo e pale gommate si muovono vicino ai pedoni e agli autisti dei conferitori. L'obiettivo dichiarato è prevenire investimenti e ricostruire gli incidenti. Il direttore vorrebbe usare le registrazioni anche per controllare i tempi di lavoro degli operatori.
L'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, come modificato nel 2015, consente l'installazione di impianti audiovisivi da cui derivi anche la possibilità di controllo a distanza solo per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio, previo accordo con le rappresentanze sindacali o, in mancanza, autorizzazione dell'Ispettorato del lavoro. Occorre anche rispettare la normativa sulla protezione dei dati personali, con un'informativa adeguata. L'uso per misurare la produttività esula dalla finalità di sicurezza.
L'RSPP collabora alla definizione del progetto, limitando le inquadrature alle aree di interferenza tra mezzi e pedoni e proponendo in parallelo misure più efficaci, come percorsi pedonali separati e telecamere a bordo delle macchine per i punti ciechi. Il datore di lavoro avvia il confronto con le rappresentanze per l'accordo e definisce tempi di conservazione e accessi. I preposti spiegano agli operatori a cosa servono le telecamere e cosa non verrà mai fatto con le immagini.
Vi sottopongo: una telecamera previene davvero gli incidenti, o serve soprattutto a ricostruirli dopo?