Una società immobiliare progetta un complesso residenziale su un'area industriale dismessa vicino a uno scalo ferroviario, che durante l'ultima guerra fu oggetto di bombardamenti. Il progetto prevede scavi profondi per due piani interrati. Il coordinatore per la progettazione non ha considerato il rischio di ordigni inesplosi, ritenendolo superato perché nell'area si è già costruito in passato.
La legge 177 del 2012 ha modificato il D.Lgs. 81/08 inserendo tra i rischi da valutare quello derivante dal rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri con attività di scavo. L'articolo 91 affida al coordinatore per la progettazione questa valutazione e, se necessario, il committente procede alla bonifica preventiva affidandola a imprese specializzate, sotto il controllo dell'autorità militare competente. La storia del sito è decisiva: le costruzioni precedenti non escludono la presenza di ordigni a profondità maggiori.
L'RSPP dell'impresa affidataria, consultato in fase preliminare, segnala la lacuna. Il coordinatore per la progettazione raccoglie documentazione storica e un'analisi strumentale del sottosuolo, e il committente decide la bonifica sistematica prima degli scavi. Il PSC prevede che, in caso di rinvenimento di oggetti sospetti, i lavori si fermino, l'area venga sgomberata e si avvertano le autorità. I preposti istruiscono gli escavatoristi su cosa fare.
Da chiarire insieme: quali fonti storiche consultereste per valutare se un'area è stata colpita durante la guerra?