Un'azienda florovivaistica con trenta dipendenti coltiva piante ornamentali in serre riscaldate. I trattamenti fitosanitari vengono eseguiti da un operatore abilitato, ma il giorno dopo le operaie entrano a manipolare le piante bagnate, senza guanti, perché nessuno ha comunicato i tempi di rientro indicati in etichetta. Una di loro sviluppa una dermatite alle mani e mal di testa ricorrenti.
Il D.Lgs. 150 del 2012, che attua la direttiva sull'uso sostenibile dei pesticidi, richiede un certificato di abilitazione per acquistare e utilizzare i prodotti fitosanitari professionali. Il Titolo IX del D.Lgs. 81/08 impone la valutazione del rischio chimico per tutti gli esposti, compreso chi rientra nelle aree trattate. L'etichetta e la scheda di sicurezza indicano dispositivi e intervalli di rientro, che in serra, con poca ventilazione e alte temperature, vanno rispettati con particolare rigore.
L'RSPP propone un registro dei trattamenti visibile all'ingresso di ogni serra, con data, prodotto e ora di possibile rientro, e cartelli di divieto rimossi solo allo scadere del tempo. Il datore di lavoro fornisce guanti e indumenti adeguati per la manipolazione delle piante trattate e attiva la sorveglianza sanitaria con il medico competente. Il responsabile di produzione programma i trattamenti a fine giornata o prima dei giorni di riposo, quando possibile.
Restiamo sul pratico: come rendereste chiaro il divieto di rientro a lavoratrici che non leggono bene l'italiano?