Un'azienda che costruisce quadri elettrici e impianti di automazione, con cinquanta dipendenti, ospita ogni anno quattro studenti di un istituto tecnico per i percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento. Il tutor aziendale è un tecnico molto impegnato, che lascia spesso i ragazzi a cablare da soli e, in un'occasione, a collaudare un quadro alimentato. La scuola ha inviato l'attestato della formazione generale, ma nulla sui rischi specifici.
L'articolo 2 del D.Lgs. 81/08 equipara ai lavoratori gli allievi degli istituti di istruzione e i soggetti in tirocinio o in alternanza, durante le attività in cui sono esposti ai rischi. La carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza e la convenzione tra scuola e struttura ospitante ripartiscono i compiti: di regola la scuola cura la formazione generale, mentre l'ente ospitante fornisce la formazione specifica, i dispositivi di protezione e la vigilanza. Un minore non può essere lasciato solo su lavori elettrici con parti in tensione.
L'RSPP predispone un modulo di formazione specifica per gli studenti, un elenco di attività consentite e vietate e una scheda da allegare alla convenzione. Il datore di lavoro sceglie un tutor con tempo dedicato e ne riduce i carichi durante il periodo. I ragazzi non svolgono collaudi né interventi su parti attive, e lavorano sempre accanto a una persona esperta. Il tutor scolastico viene informato delle attività svolte e di ogni episodio rilevante.
Ultima riflessione: cosa deve imparare uno studente in azienda sulla sicurezza, oltre alle regole che gli vengono imposte?