Un istituto comprensivo con novanta tra docenti e personale ATA e novecento alunni occupa tre edifici di proprietà comunale. In una palestra si staccano pezzi di intonaco dal soffitto e in un plesso le uscite di sicurezza vengono chiuse a chiave per timore di intrusioni. Il dirigente scolastico, che è datore di lavoro, scrive più volte al Comune senza risposta e si chiede quali siano le sue responsabilità.
Nelle scuole statali il datore di lavoro è il dirigente scolastico, come previsto dal D.Lgs. 81/08 e dal regolamento sulle istituzioni scolastiche. L'articolo 18, comma 3, stabilisce che gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione degli edifici restano a carico dell'amministrazione tenuta alla loro fornitura, mentre il dirigente li assolve con la richiesta di intervento all'ente. Resta però a suo carico l'adozione delle misure organizzative immediate per tutelare lavoratori e allievi, come la chiusura dei locali pericolosi.
L'RSPP consiglia di interdire subito la palestra, documentandolo con fotografie, e di inviare una richiesta formale e motivata al Comune. Le uscite di sicurezza vengono riaperte con maniglioni antipanico e un sistema di allarme contro le intrusioni. Il dirigente aggiorna il DVR e il piano di emergenza e informa il consiglio di istituto. I referenti di plesso, che svolgono funzioni assimilabili a quelle di preposto, controllano ogni mattina che le vie di esodo siano libere.
Ragioniamo sulle priorità: quanto può durare una misura organizzativa provvisoria prima di diventare a sua volta un problema?